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fisco
12/03/2025

Il Decreto Milleproroghe diventa legge: le principali novità

A seguito di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è diventato Legge dello Stato il Decreto Milleproroghe, che ha particolarmente animato la discussione politica, anche per via dei tanti ambiti di applicazione delle norme contenute nel provvedimento. Vediamo quali sono alcune delle principali novità introdotte. Prima di tutto, per quanto riguarda l’obbligo per le aziende di assicurazione contro gli eventi catastrofali, il termine viene fissato per il 31 marzo 2025, con una proroga, dunque, di 3 mesi rispetto alla scadenza originaria fissata per il 31 dicembre 2024, ma escludendo ulteriori proroghe richieste in parlamento da schieramenti diversi. In materia di permessi di costruire, vengono estesi di 6 mesi i termini di inizio e ultimazione dei lavori in edilizia privata relativi ai permessi rilasciati entro il 31 dicembre 2024. Per quanto riguarda l’affidamento di opere viene posticipata al 30 giugno 2023 il termine di affidamento delle opere che hanno usufruito dei contributi disposti per l’anno 2021 a favore dei Comuni per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza del territorio e degli edifici. Per quanto riguarda la riqualificazione delle strutture ricettive, il provvedimento posticipa al 31 ottobre 2025 il termine per completare gli interventi di riqualificazione edilizia. Le novità introdotte riguardano anche la riapertura dei termini per la cosiddetta rottamazione quater per coloro che hanno aderito all’agevolazione, ma i cui termini sono decaduti a causa di mancato o ritardato pagamento, possono essere riammessi presentando apposita domanda entro il 30 aprile 2025. In tal caso, gli interessi dovuti sono soggetti al 2% annuo a partire dal 1° novembre 2023 e possono essere corrisposti in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2025 oppure in un massimo di 10 rate di pari importo. Novità anche per il credito d’imposta per le imprese che fanno investimenti nell’ambito della riduzione dei consumi energetici che potranno godere di aliquote agevolate differenziate in base all’entità dell’investimento fino a un massimo di 50 milioni per impresa, ovvero il 35% per investimenti fino a 10 milioni di euro, con il 5% in più per la quota eccedente i 10 milioni di euro fino al limite sopra citato.

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