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Le professioniste tecniche italiane si mobilitano per le donne afghane
La Commissione Pari Opportunità della Rete Professioni Tecniche esorta il Governo italiano e, in primis la Ministra Bonetti, a farsi portavoce verso le più alte cariche dello Stato, dal Presidente della Repubblica Mattarella al Presidente del Consiglio Draghi, dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Di Maio alle autorità civili nazionali e internazionali, affinché l’Italia sia protagonista della comunità internazionale nel ricercare per l’Afghanistan soluzioni che possano favorire l’ascolto e il dialogo di tutte le parti in conflitto e specialmente della componente femminile  


Esprimendo la partecipazione e preoccupazione alle vicende politico e sociali che stanno calpestando così duramente la libertà del popolo afghano e, in particolare, delle donne e dei bambini, la Commissione Pari Opportunità della Rete Professioni Tecniche invoca un intervento che impedisca “il ritorno ad un sistema di repressione che annienta i diritti umani, annulla la partecipazione alla società civile e politica, azzerando totalmente i diritti delle donne. Una condizione che vanifica l’impegno dei nostri soldati e delle associazioni umanitarie per aiutare questo popolo a conquistare il proprio status, ignorando ciò che a gran voce viene sollecitato anche nell’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030”.

Infine, nella consapevolezza di raccogliere la volontà di tutte le Commissioni Pari Opportunità degli altri Ordini e Collegi, l’organo collegiale di rappresentanza delle professioni tecniche femminili “esprime solidarietà e vicinanza alle colleghe Afghane che rischiano di perdere tutto quello che hanno conquistato con anni di studio e non solo, alla comunità internazionale verrà a mancare la professionalità che avrebbero voluto mettere a disposizione del proprio paese, competenze che rappresentano un’opportunità imprescindibile per le altre nazioni”.

QUI il comunicato stampa