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Il volontariato della Protezione civile accolto dal Papa
Promosso dalla Santa Sede e dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, l’incontro nasce con lo spirito di accogliere volontarie e volontari appartenenti alle organizzazioni nazionali e territoriali di Protezione civile, esempio di integrazione tra solidarietà e professionalità. Persone impegnate, in particolare negli ultimi due anni, nelle attività emergenziali per contrastare la diffusione dell’epidemia da Covid 19 e recentemente nell’accoglienza dei profughi in fuga dall’Ucraina



Rappresentare un piccolo, grande “corpo di pace”, sempre pronto a essere operativo di fronte a qualunque emergenza, spaziando dalle calamità naturali all’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia, senza sottrarsi in alcun modo all’arrivo dei profughi in fuga dalla guerra. È stato questo il ruolo assegnato a ogni esponente delle associazioni di protezione civile invitate questa mattina in udienza da Papa Francesco nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico a Roma. È stato questo l’impegno confermato dal presidente Massimiliano Pettorali di A.Ge.Pro., l’Associazione Nazionale Geometri Volontari per la Protezione Civile, intervenuto per la Categoria.

Il Santo Padre ha espresso la sua gratitudine ai volontari "per l’assistenza e l’accoglienza in Italia dei profughi dall’Ucraina, specialmente donne e bambini fuggiti da questa guerra assurda", ricordando e sottolineando che "il bene non fa rumore ma costruisce il mondo”.

Poi il Pontefice ha ricordato l'opera della Protezione civile per l'ambiente. "I cambiamenti climatici del nostro tempo hanno moltiplicato gli eventi atmosferici estremi, con conseguenze drammatiche per le popolazioni civili. L'impatto è catastrofico per persone che perdono la casa a motivo di esondazioni dei corsi d'acqua, di trombe d'aria, di dissesti idrogeologici. Il vostro intervento è stato fondamentale, a testimonianza della vocazione a proteggere le persone colpite da simili tragedie. La protezione è segno di cura per il territorio che abitate: siete presidio per salvare vite umane e per promuovere le comunità. Siamo chiamati a proteggere il mondo e non a depredarlo".

Pieno di emozione il racconto del presidente di A.Ge.Pro. Massimiliano Pettorali, che ha ricordato “poter stringere la mano al Santo Padre è stata un’emozione grandissima, che infonde una infinita serenità e una grande energia. Un momento che ha rafforzato in me la spinta e la motivazione interiori nel portare avanti il nostro impegno: un’esperienza che mi onoro di aver vissuto e mi auguro di saper trasferire a coloro che collaborano con me”. 

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