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Le guide › Le prestazioni previdenziali

PENSIONI IN REGIME DI CUMULO (LEGGE 11.12.2016, N 232)


Dall' 1.1.2017 il cumulo gratuito dei periodi contributivi è esteso anche alle casse previdenziali dei professionisti, precedentemente non incluse nella legge di stabilità 2013 (L. 228/2012).

L’istituto del cumulo consente di cumulare e sommare - senza oneri aggiuntivi - tutti i contributi previdenziali non coincidenti maturati durante la vita lavorativa in gestioni pensionistiche differenti. Il cumulo non può essere esercitato in forma parziale e deve coinvolgere tutte le gestioni. Per il periodo da cumulare la contribuzione deve risultare regolare.

L’istituto è entrato in vigore dall' 1.1.2017 e quindi la prima decorrenza utile è 1.2.2017.

L’eventuale diritto a pensione perfezionato prima di tale data, senza periodi della Cassa, potrà essere liquidato con il computo degli stessi solo con la prima decorrenza utile successiva al 1.1.2017.

La domanda di pensione in cumulo va presentata all’ente previdenziale a cui da ultimo l’interessato è stato iscritto (ente istruttore). Nel caso di contemporanea iscrizione a due enti, l’interessato può scegliere a quale dei due produrre la domanda.


LE CONDIZIONI


Non può essere esercitato il cumulo in caso di titolarità di una pensione a carico di una delle gestioni previdenziali ammesse al cumulo.

E’ possibile esercitare la facoltà di cumulo anche se risultano perfezionati i requisiti minimi per il diritto al trattamento autonomo anche in una sola delle gestioni coinvolte.


Ai fini della misura devono essere presi in considerazione tutti i periodi assicurativi accreditati nella singola gestione indipendentemente dalla loro eventuale coincidenza con altri periodi accreditati presso altre gestioni.

Ciascuna gestione determina il trattamento pro quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.

Il pagamento delle prestazioni è effettuato dall’INPS ancorché non coinvolto come gestione nel cumulo.


LE PRESTAZIONI CONSEGUIBILI – REQUISITI


  • Pensione anticipata;
  • Pensione di vecchiaia;
  • Pensione di inabilità;
  • Pensione indiretta.

PENSIONE ANTICIPATA


Spetta al raggiungimento dei requisiti contributivi previsti dall’art. 24, comma 10, D.L. 201/2011:

  • dal 2017 al 2018 (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne;
  • dal 2019 (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e tre mesi per le donne). E' stata inoltre introdotta la c.d. finestra di accesso di 3 mesi alla quale è ancorata la decorrenza del trattamento.
  • non è richiesto nessun requisito anagrafico.

La quota di pensione anticipata in cumulo è interamente calcolata con il sistema contributivo di cui all’art. 33 reg. prev. (cfr. GUIDA Prestazioni previdenziali) quale che sia l’anzianità contributiva maturata presso la Cassa.

La decorrenza del trattamento è dalla domanda o comunque dal raggiungimento dei requisiti richiesti.


PENSIONE VECCHIAIA


La norma individua come requisiti minimi per il riconoscimento della vecchiaia in cumulo quelli previsti dalla cd. Riforma Fornero e cioè (66 anni e 7 mesi di età per l’anno 2017 - dal 2019 67 anni di età e 20 anni di anzianità contributiva complessiva).

Nel caso in cui l’età anagrafica e l’anzianità contributiva richieste dalle gestioni coinvolte nel cumulo dei periodi assicurativi siano diverse, devono essere assunte come requisito utile quelle più elevate.

La Cassa ai fini dell’accesso alla quota di vecchiaia in cumulo ha individuato come requisiti 70 anni di età e 35 anni di anzianità contributiva complessiva.

La circolare INPS n. 140/2017 ha chiarito che la pensione di vecchiaia in cumulo si configura come una pensione a formazione progressiva con un primo acconto (o pro rata) liquidato dall’Inps al raggiungimento dei propri requisiti minimi (66 anni e 7 mesi di età per l’anno 2017 - dal 2019 67 anni di età e 20 anni di anzianità contributiva complessiva) e con liquidazione successiva delle quote maturate presso gli altri Enti, in base alle specifiche norme previdenziali fino al momento del raggiungimento del requisito più elevato tra tutte le gestioni.

Ai fini dell’accesso alla quota di vecchiaia in cumulo di spettanza della Cassa, il geometra deve quindi avere maturato 70 anni di età e 35 anni di anzianità contributiva cumulata tra le varie gestioni interessate. La quota di pensione in cumulo è calcolata secondo il metodo reddituale di cui all’art. 2 reg. prev. nell’ipotesi in cui l'interessato abbia maturato 35 anni di regolare contribuzione interamente nel regime previdenziale della Cassa. La quota di pensione in cumulo è calcolata secondo il metodo contributivo di cui all’art. 33 reg. prev. nell’ipotesi in cui l’interessato abbia maturato meno di 35 anni di contribuzione regolare nel regime previdenziale della Cassa.


PENSIONE DI INABILITA’


Oltre ai requisiti relativi all’anzianità assicurativa e contributiva devono essere fatti salvi anche gli ulteriori requisiti previsti dalla gestione previdenziale nella quale si è verificato lo stato invalidante (per inabilità) ed alla quale deve essere presentata la domanda di pensione.

La quota di pensione è determinata secondo il criterio di calcolo adottato per la pensione ordinaria. E’ calcolata invece con il sistema contributivo laddove l’anzianità maturata presso la Cassa sia inferiore a quella prevista per il trattamento ordinario.


PENSIONE INDIRETTA


Oltre ai requisiti relativi all’anzianità assicurativa e contributiva devono essere fatti salvi anche gli ulteriori requisiti previsti dalla gestione previdenziale nella quale il dante causa risultava iscritto alla data del decesso ed alla quale deve essere presentata la domanda di pensione.

La quota di pensione è determinata secondo il criterio di calcolo adottato per la pensione ordinaria. E’ calcolata invece con il sistema contributivo laddove l’anzianità maturata presso la Cassa sia inferiore a quella prevista per il trattamento ordinario.